Bologna, 18 giu. – Il Gup Maurizio Millo ha accolto la costituzione di parte civile presentata dalla Filt-Cgil, nell’udienza preliminare del processo che vede accusati di omicidio colposo e lesioni colpose gravissime cinque ex rappresentanti delle Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie: ai cinque viene contestato di aver causato la morte di due persone, dipendenti delle Ferrovie, per patologie compatibili con l’esposizione all’amianto, e la malattia di altri tre.
I decessi sono del 2009, ma i comportamenti contestati dal Pm Maria Gabriella Tavano, che aveva chiesto il giudizio per i cinque, sono fatti risalire addirittura a metà degli anni ’50. Il Gup dovrà decidere, nella prossima udienza fissata per ottobre, sulle posizioni del responsabile legale delle Ogr di Bologna nel 1975 e 1976 e di quello dal 1976 al 1984, del dirigente dell’ufficio centrale grande riparazione del materiale rotabile dal 1974 al 1976, del dirigente servizio materiale e trazione dal 1980 al 1987, oltre che del capo dell’ufficio sanitario di Bologna dal 1980 al 1988. Ai cinque viene contestato a vario titolo, tra l’altro, di non aver adottato le misure tecniche, organizzative, procedurali e igieniche per contenere l’esposizione all’amianto e di non aver sottoposto i lavoratori ad adeguato controllo sanitario mirato sul rischio specifico. Le vittime sono state risarcite e non sono costituite nel processo, dove invece è stata accolta l’istanza della Filt-Cgil (tutelata dall’avv. Donatella Ianelli): il giudice l’ha ammessa, scrivendo che “emerge dagli atti che le associazioni sindacali hanno per lungo tempo e con impegno trattato e preso molteplici iniziative per la vicenda relativa alla protezione dei lavoratori dalle malattie asbesto correlate”. (ANSA).

