25 nov. – Tra Bologna e provincia ci sono 25 siti contaminati da amianto in attesa di essere bonificati. Tra questi, i Prati di Caprara, la Sabiem e la cartiera Lama di Reno. Li ha censiti l’Aea, l’associazione esposti amianto, che raccoglie le segnalazioni dei cittadini. In cima alla lista ci sono i Prati di Caprara. «Nell’agosto 2007 abbiamo fatto una manifestazione e l’amianto è ancora lì», spiega Vito Totire, presidente dell’associazione che aggiunge: «Un funzionario ha dichiarato che si è in attesa di un parere dell’Ausl per sapere se è pericoloso». Totire accusa anche la Regione e la Provincia di essere immobili di fronte al problema.
In città, altri siti censiti dall’Aea sono la caserma Prudentino (zona via delle Grazie); il capannone industriale di via Zanardi 106; la Sabiem; una tettoia-parcheggio in via Emilia Ponente; immobili comunali «con pericolo di crollo» in via Fiorini; il Mercatone uno di via Stalingrado; una tettoia degradata al S. Orsola e altri indicati da cittadini in via Pizzardi, via Cimabue, via Pellico e via Modigliani.
In provincia, invece, l’Aea segnala la cartiera Lama di Reno a Marzabotto; la Stellauto in via Emilia 293 a San Lazzaro; la Società italiana sementi; la Comet di San Lazzaro; la Morini group Honda; un capannone industriale a Osteriola di Ozzano e uno a Zena, vicino a Loiano; una tettoia della fermata dell’autobus, a Molino della Fiumana a Monghidoro; una tettoia dell’Istituto Don Bosco a Castel de Britti; la tettoia di un’officina dismessa a Casoni di Malalbergo e un capannone agricolo sfondato a Monzuno, sulla
strada che arriva da Loiano.
