Amelia Frascaroli: “Una città senza poteri forti”


28 set. – Sul privato è convinta che abbia un ruolo importante perché “non possiamo più fare tanto gli schizzinosi, io ho sempre ragionato con un privato sociale che però va monitorato in modo sistematico e puntuale. I controlli in questi anni non hanno funzionato molto e il Comune dovrebbe essere più centrale in questo ruolo del controllo”.

Amelia Frascaroli si è candidata in modo autonomo alle primarie del centro sinistra. Le serviranno 1500 firme per far partire una campagna che sarà “a costo zero”. Rispondendo alle domande degli ascoltatori ha parlato della necessità di affiancare “Un bilancio sociale a quello economico per far affiorare le buone pratiche che la città ha già”.

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Le sembrerebbe più logico reintrodurre l’Ici piuttosto che vendere le quote delle società partecipate, Tornando al privato nel sociale Frascaroli crede che il Comune “dovrebbe fare dei bandi che non tengano conto solo dei minori costi ma in primis della qualità. Nessuno ha avuto la capacità politica ed amministrativa di affrontare il tema del lavoro già dato, quel tipo di appalti che si sa vengono dati già a certe cooperative”.

Per quanto riguarda la situazione politica e amministrativa Frascaroli, rispondendo alla sollecitazione di un ascoltatore, pensa “Che Bologna non sia esente dall’influenza di poteri forti che in questi anni hanno bloccato lo sviluppo della città” .

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La candidata alle primarie sposerebbe come atto simbolico una coppia omosessuale: “assistiamo ad una serie di legami diversificati, di convivenze che chiedono di essere riconosciuti in termini di protezione. I gesti simoblici possono anche anticipare quello che potrebbe essere raccolto da una legge nazionale”.

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Infine un sì alla costruzione di una moschea anteponendo la parola “convivenza” a quella sicurezza e con un dialogo vero col territorio.

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