Alunni stranieri. Il Ministero dice come accoglierli, ma non ci mette i soldi

Matteo Renzi visita una scuola di Treviso

Matteo Renzi visita una scuola di Treviso

27 feb. – Il 19 febbraio il Ministero dell’istruzione ha pubblicato le nuove Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri. Il documento chiede agli uffici scolastici e agli enti locali di fare rete per garantire la migliore accoglienza ai nuovi arrivati e agli alunni con genitori non nati in Italia.

Si parla di 830mila ragazzi e ragazze. Rispetto al 2006, anno di emanazione delle precedenti linee guida, il numero è raddoppiato. E’ cambiata anche la distribuzione degli alunni “stranieri”, che si è progressivamente spostata dalla scuola primaria a quella di primo e secondo grado. Dei 200mila studenti con cittadinanza non italiana iscritti alle superiori, l’80% frequenta istituti tecnici e professionali. Un dato che ha spinto il Ministero a chiedere una forte attività di orientamento per fare in modo che i ragazzi siano invogliati a scegliere anche scuole differenti, e che comunque non siano spinti da vari fattori – pregiudizi degli insegnanti, fattori socioeconomici – a concentrarsi tutti nelle stesse scuole, un fenomeno definito di “segregazione scolastica“. E ancora: si chiede di programmare in anticipo il flusso di domande di iscrizione creando reti, di garantire per quanto possibile il limite del 30% degli iscritti senza cittadinanza nelle scuole (per evitare la creazione di classi o istituti ghetto), di rafforzare l’insegnamento dell’italiano. Ad esempio garantendo ai nuovi arrivati moduli intensivi di Italiano L2 di 8-10 ore settimanali e laboratori linguistici.

Abbiamo chiesto a Vinicio Ongini dell’ufficio integrazione del Ministero dell’istruzione se le linee guida saranno applicate da tutte le scuole, considerando anche la cronica mancanza di risorse. “Questo effettivamente è un problema da risolvere“, ci ha risposto. Per Ivana Bolognesi, docente di pedagogia all’Università di Bologna ed esperta di intercultura, “senza coordinamento e interventi mirati” si stanno già creando meccanismi di “razzismo istituzionale” che danno luogo a concentrazioni di alunni stranieri in alcune specifiche scuole. Nel reggiano ci sono casi di classi in cui tutti gli alunni sono stranieri. Situazione sconsigliata da pedagogisti, linguisti e dalla linee guida ministeriali che insistono sulla necessità di una distribuzione eterogenea.

L’intervista a Vinicio Ongini e a Ivana Bolognesi:

      ongini-bolognesi

La questione risorse è centrale visto che le linee guida chiedono più corsi di formazione per gli alunni non madrelingua, più competenze per gli insegnanti (che devono essere a loro volta formati), e più attività di orientamento verso i genitori e coordinamento tra le scuole. Scrive su facebook Giovanni Cocchi, genitore, insegnante e membro dell’Assemblea delle scuole:

 Lei oggi ha fatto visita ad una scuola “multiculturale” – dice Cocchi rivolgendosi con una lettera aperta al nuovo Presidente del consiglio Matteo Renzi –  Ma lo sa che oggi l’integrazione è divenuta sempre più difficile, quando non impossibile? Lo sa che sono spariti gli insegnanti di Lingua2? Che gli Enti locali hanno sempre meno risorse e dunque sono costretti a tagliare drasticamente le ore di alfabetizzazione? Che la “norma” (cioè la “legge”) che prevede l’inserimento degli handicappati in classi di non più di 20/22 alunni è “normalmente” (cioè al di fuori della legge) inattuata? Lo sa che molte ore di sostegno sono state tagliate? Lo sa che sono stati inventati i “Bes” (Bisogni educativi speciali) per lasciare nella solitudine, senza aiuti, gli insegnanti a relazionarsi con sempre più ragazzi, sempre più inquieti e sempre più problematici? Lo sa che le ore di compresenza che nelle classi a tempo pieno (una minoranzissima, peraltro) permettevano di fare recupero, alfabetizzazione, lavorare a gruppi, uscire da scuola per andare ai musei e a teatro, non esistono più? Lei oggi ha fatto visita ad una scuola “multiculturale”: ci risparmi la sua ammirazione, quanto sanno fare gli insegnanti e cose simili… non ci racconti balle, ci dia strumenti per affrontare sfide altrimenti impossibili.

Poi c’è questo grafico che è stato mostrato nel convegno “Né invisibile né separati” e che racconta chiaramente cosa sta succedendo nella scuola italiana (qui il rapporto ministeriale da cui è tratto). La linea verde si riferisce al numero di insegnanti di ruolo, la rossa agli alunni.che succede nella scuola italiana

Come vanno le cose nelle scuole con un’alta percentuale di alunni non italiani ce lo racconta Teresa Rossano, docente all’istituto professionale Aldrovandi Rubbiani di Bologna. Non solo la Provincia ha tagliato i fondi per l’integrazione ma ci sono i compensi per l’insegnamento dell’italiano L2 che non sono stati ancora corrisposti agli insegnanti. “Si parla di migliaia di euro”, spiega Rossano.

      teresa rossano

 

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Foto tratta dal flickr di Palazzo Chigi.

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