Bologna, 10 mar. – Per i laureati italiani “lievita la disoccupazione”, calano il lavoro stabile e il livello delle retribuzioni. Ma a 5 anni dal conseguimento del titolo gli indicatori migliorano. Lo dice la XVI indagine AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, che ha coinvolto 64 atenei e 450 mila laureati post riforma (per la prima volta anche quelli dei corsi magistrali).
Nel 2012 a un anno dal conseguimento del titolo la disoccupazione è cresciuta di 4 punti percentuali fra i laureati triennali non iscritti ad altro corso di laurea, passando dal 23% al 26,5%; fra i laureati magistrali è passata dal 21% al 23% e fra quelli a ciclo unico dal 21% al 25%. Rispetto ai coetanei dell’Europa a 27, i giovani italiani, laureati compresi, hanno più difficoltà a entrare nel mercato del lavoro, ma durante la vita lavorativa la laurea rimane una carta in più da giocare contro la disoccupazione, tanto che, a 5 anni dal conseguimento del titolo (e indipendentemente dal tipo di laurea) il tasso di occupazione è vicino al 90%.
Col passare degli anni cresce anche la retribuzione, che a 5 anni dalla laurea si attesta a meno di 1.400 euro netti al mese (“con forti disparità per livello e percorsi di studio, genere, ripartizioni territoriali”) ed è diminuita, rispetto alla rilevazione precedente, “del 3% tra i triennali, del 5% tra i magistrali, dell’11% tra i laureati a ciclo unico (ma, per quest’ultimo dato, Alma laurea ricorda “la mutata composizione per percorso disciplinare”). A un anno dalla laurea, invece, le retribuzioni reali si attestano sui 1.000 euro (con un calo del 20% rispetto al 2008).
Il report, che si basa su dati Istat, è stato presentato oggi a Bologna durante il convegno “Imprenditorialità e innovazione: il ruolo dei laureati” dal direttore di AlmaLaurea Andrea Cammelli. Secondo Cammelli,
il fatto che ci siano pochi manager laureati (nel 2012 il 24% dei manager in Italia aveva il titolo, contro il 53% nell’Europa a 27) rallenta le assunzioni di laureati nelle aziende italiane.
Nella ricerca del lavoro aiuta aver studiato all’estero e aver fatto stage in azienda. Per il direttore di AlmaLaurea resta un problema preoccupante il fatto che “solo 30 19enni su 100 scelgono l’università“, in un paese in cui non si investe abbastanza sul diritto allo studio.
Sulla necessità di investire di più nell’università non ha dubbi Gianluca Galletti. Il ministro all’Ambiente, già sottosegretario all’Istruzione, intervendo al convegno nell’aula absidale di S. Lucia ha bocciato i tagli lineari alla pubblica amministrazione che hanno colpito anche la formazione portando a “dati drammatici”.

