
Luglio 2014, Matteo Renzi in visita a Bolzano. Foto flickr Palazzo Chigi
Bologna, 6 ott. – La Fiom di Bologna e Sinistra ecologia e libertà sono pronte a contestare il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Lo faranno venerdì prossimo, 10 ottobre, quando Renzi arriverà per porre la prima pietra del nuovo stabilimento della Philip Morris a Crespellano (Comune di Valsamoggia), in provincia di Bologna. Philip Morris investirà nell’area 500 milioni di euro e assumerà secondo i piani 600 persone.
“Noi non andiamo a protestare contro un investimento che porta occupazione – ha spiegato Bruno Papignani, segretario regionale della Fiom – ma contro le politiche di questo governo”. Alla Fiom non piace la seconda parte del job act di Poletti, in arrivo nei prossimi mesi, e la conseguente modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. “Comunque non lanceremo uova – spiega Papignani – noi vogliamo un incontro con Renzi per spiegargli perché sull’articolo 18 sbaglia. Se così non sarà ci mobiliteremo”.
“Il presidente del Consiglio deve smetterla di raccontare favole e di coprirsi dietro le spalle dei precari per giustificare manovre sul lavoro che mirano solo a stralciare diritti e a rendere tutti ancora più precari e ricattabili”, attacca in una nota Egle Beltrami, coordinatrice di Sel Bologna. E ancora: “Chi ha paura dell’articolo 18? In nome di chi si sta procedendo allo stralcio della norma? A quanto pare le multinazionali come la Philip Morris che sono venute a investire da noi non hanno paura dell”articolo 18″.

