Alla Dozza un detenuto su tre è tossicodipendente

Bologna, 18 ago. – Nel carcere di Bologna un detenuto su tre è tossicodipendente. A certificarlo il rapporto sull’attività di vigilanza dell’Ausl di Bologna nella casa circondariale di Via del Gomito.

Il documento, diffuso a inizio agosto, fornisce una fotografia sulla Dozza. A cominciare della presenze. Se la capacità ricettiva sulla carta sarebbe di 483 persone i reclusi effettivamente presenti sono 766. Di questi 421 sono stranieri. Dietro le sbarre anche 4 bambini sotto i tre anni d’età. Infine, e qui si arriva al dato sulla tossicodipendenza, sui 766 ospiti ci sono 224 persone dipendenti dalle sostanze. Il 29% del totale, poco meno di una persona su tre. Gli operatori del Sert (Servizi per le Tossicodipendenze) di Bologna che operano nel carcere sono 8: 2 medici, 3 psicologi e 3 assistenti sociali. A loro bisogna aggiungere 1 infermiere professionale diurnista e 6 turnisti.

Il rapporto dell’Ausl fa una serie di osservazioni. Il numero delle presenze, superiore alle 700 unità, è diminuito rispetto agli anni precedenti (nel 2011 aveva superato quota 1000) ma, si legge nel documento, “risulta comunque superiore alla capienza generale della struttura: permane, quindi, il disagio dei detenuti causato dal sovraffollamento: molte celle, previste per un occupante, vengono utilizzate da due ospiti, con problemi evidenti di vivibilità, privacy e di natura igienico sanitaria, dovuti anche all’utilizzo del bagno in cella come deposito degli alimenti utilizzati dai detenuti per il sopravitto, già più volte segnalati”.

L’Ausl chiede infine interventi urgenti sulle sezione docce comuni di tutte le sezioni ad eccezione della Giudiziario 2C e nella sezione penale. “Si ribadisce la necessità di realizzare urgentemente gli interventi manutentivi nei soffitti e nelle pareti intonacate e di provvedere alla installazione degli aspiratori”.

 

Paolo Pandolfi è il direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Bologna

      Paolo Pandolfi

 

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