17 sett. – I numeri li dà Eugenio Sarno della Uil penitenziari. Nel carcere della Dozza 8 detenuti su 10 sono recidivi, cioè commettono un reato dopo essere stati condannati e avere scontato la pena. “Così – spiega Sarno – non è rispettato l’articolo 27 della Costituzione che prevede la rieducazione del condannato“. Dati, quelli forniti dal sindacalista, che sono in linea con la media nazionale. Si può fare di meglio? “Sì, nella struttura modello di Sant’Angelo dei Lombardi su 100 detenuti solo 18 saranno recidivi. Alla Dozza invece – sottolinea Sarno – arriviamo a 80. E’ anche una questione di costi. Ogni detenuto costa 160 euro al giorno alla collettvità“.
La situazione della Dozza, spiega il segretario generale Uil penitenziari Eugenio Sarno, “è un po’ migliorata rispetto a quando lo visitai nel 2008, ma ci sono ancora segni di degrado evidenti”.
Il motivo di questi numeri? “Non ci sono abbastanza progetti di recupero e reinserimento“, spiega Sarno.
I detenuti rinchiusi sono 912 (840 uomini e 72 donne), “il doppio” della capienza regolamentare di 458 persone. Ci sono 34 reclusi di alta sicurezza, 12 affiliati alla mafia siciliana, 31 alla camorra, 18 all”ndrangheta e uno alla Sacra corona unita. Su 912 totali, solo 481 stanno scontando una condanna definitiva (tra cui nove ergastoli). La metà dei detenuti è invece in attesa di condanna: 232 attendono il verdetto di primo grado, 134 hanno fatto ricorso in appello, 65 in Cassazione. Uno su quattro è tossicodipendente dichiarato. Dei 912 detenuti 264 uomini su 840 sono italiani, così come 37 donne su 72.
Di questi argomenti abbiamo parlato con Elisabetta Laganà, garante dei detenuti del Comune di Bologna.
“Ecco com’è il carcere di Bologna”. Le foto degli agenti carcerari

