“No alla caccia all’uomo”. Le istituzioni sparano a zero contro Hobo

"No alla caccia all'uomo". Le istituzioni sparano a zero contro HoboBologna, 24 gen. – Levata di scudi delle istituzioni contro l’iniziativa del collettivo Hobo, che ha aperto la pagina facebook “Spotted. Professori Unibo” in cui segnalare casi di cattivo insegnamento o abusi di potere. “Poi interverremo come abbiamo fatto con Panebianco. Alla procura che ha aperto un fascicolo su di noi diciamo che vuole limitare la libertà di espressione”, ha spiegato un attivisto del collettivo, Loris.

“Quella del gruppo di studenti Hobo è un’ulteriore riprovevole iniziativa messa in campo contro i professori universitari – attacca il prorettore agli studenti dell’Alma Mater, Roberto Nicoletti- per le segnalazioni e i casi di veri o presunti soprusi esiste la figura istituzionale del Garante di Ateneo, che è tenuto a verificare la fondatezza delle segnalazioni. Siamo tutti chiamati a contribuire a isolare questo genere di azioni, ricordando che l’università è il luogo del confronto e non della discriminazione e della caccia all’uomo”.

“Si tratta di una iniziativa provocatoria, inaccettabile, un comportamento di stampo fascista che non corrisponde a nessuna regola di buonsenso e di fronte al quale non resteremo inerti”, rincara la dose il sottosegretario Gian Luca Galletti. L’assessore alla cultura del Comune di Bologna Ronchi ha invece definitivo “aberranti e pericolosissime” le “liste di proscrizione” di Hobo. “Solo 10 anni fa – aggiunge Ronchi – una qualsiasi organizzazione anche dell’estrema sinistra, che incitava alla delazione anonima facendo liste di prescrizione non era nemmeno immaginabile”.

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