Bologna, 16 mar. – “Siamo pronti a ragionare di tutele patrimoniali che incidano sul Codice civile”. Il leader del Nuovo Centro Destra e ministro dell’Interno Angelino Alfano non incassa molti applausi quando apre, morbidamente, ad una regolamentazione dei diritti delle persone non sposate. Si parla di persone, sia chiaro, non di coppie. “Abbiamo fede nella famiglia” dice Alfano, intesa come “il consorzio naturale fondato sull’amore di un uomo e una donna che ambiscono a procreare”. Il vice di Renzi assicura la lotta contro le politiche “gender” e in difesa della famiglia tradizionale e della vita. “Non è il Parlamento a dare e a togliere la vita” dice l’ex delfino berlusconiano incassando l’ovazione dei suoi sostenitori.
Nel salone buio del Savoia Regency sono sedute circa 250 persone quando Alfano sale sul palco, allestito come un palcoscenico televisivo (molte le telecamere dell’organizzazione con tanto di regia in fondo alla sala). Una soffusa luce viola colora lo sfondo, forse in omaggio alla Quaresima (in platea sono molti i cristiani praticanti e ferventi: da Carlo Giovanardi a Eugenia Roccella passando per la consigliera comunale Valentina Castaldini).
Alfano attacca parlando di fede e di famiglia, e scalda subito la platea. “La persona viene prima dello Stato”: applausi. “Ci sono diritti inalienabili perché non li dà lo Stato”: applausi. “Noi crediamo nella famiglia”: applausi scroscianti. Poco dopo però, la timida apertura ai diritti delle persone non sposate viene accolta con freddezza dalla platea: gli applausi, che pure arrivano, sono deboli e incerti. Alfano lo sente e chiude in fretta il capitolo dicendo, ai suoi e agli ex compagni di strada finiti in Forza Italia: “Se non ci fossimo stati noi sarebbe nato un governo di sinistra sinistra” dice. Gli applausi tornano scroscianti. E lui incalza: “Ci batteremo da dentro il Governo contro le politiche gender che non riconoscono il valore della famiglia”.
“Chi lavora per far cadere questo governo lavora per distruggere il centro destra” dice Alfano, l’autoproclamatosi “argine” alle politiche gender oriented. Comunque, l’ex delfino ribadisce la fedeltà di campo: “Alle prossime elezioni, che non sono vicine, saremo con il centro destra e saremo fedeli, nella vittoria e nella sconfitta, al suo leader”. Non parla di Berlusconi (se non per lamentare quelli che definisce maltrattamenti subiti da parte delle reti Mediaset) ma chiede nuovamente le primarie per scegliere il candidato della coalizione.


