Aldrovandi: “I dossier me li hanno offerti ma non ho neanche voluto leggerli”


23 feb. – Stefano Aldrovandi, ex amministratore delegato di Hera ed ex presidente della Fondazione del Monte, candidato civico alle prossime elezioni amministrative ha parlato a ruota libera nei nostri studi di molti temi del dibattito politico cittadino.

Sul corvo che agita la campagna elettorale spiega che la lettura del dossier contro Virginio Merola ed altri esponenti del Pd gli era stata offerta ma lui ha rifiutato: “Trovo inimmaginabile questo tipo di polemica come strumento di propaganda. Io non ne parlo e non ne parlerò”.

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Aldrovandi si è mostrato freddissimo sui temi etici: non sposerebbe una coppia gay “perché è cattolico ma se un mio assessore lo volesse lo farà” e non crede che il consiglio comunale si debba occupare di testamento biologico perché gli sembra una perdita di tempo. Manterrebbe la convenzione che il Comune ha con le scuole private. E’ scettico sull’aumento del biglietto dell’autobus. Precisa che non conosce i bilanci di Atc ma che avrebbe “lavorato fino alla fine per evitarlo”. Sulla raccolta differenziata Aldrovandi ha detto che servirebbero più isole ecologiche in centro e che i rifiuti vanno differenziati ma pensando al loro riutilizzo. Rispetto a Sirio e a possibili deroghe al funzionamento del vigile elettronico Aldrovandi crede che non ci devono essere approcci “dogmatici” alle politiche del traffico che sono tipici di Bologna da vent’anni. “Oggi Sirio è uno strumento per fare multe, non per controllare il traffico del centro” dice il candidato che pensa che sia “indispensabile creare una rete di parcheggi per permettere un uso corretto delle macchine. In centro si può andare a piedi ma bisogna trovare i parcheggi per mettere le macchine”. Per Aldrovandi inoltre Sirio non ha contribuito a fare in modo che ci sia meno smog. Per il candidato il Civis non deve passare per il centro della città. Arrivato a porta Mazzini il tram su gomma dovrebbe girare a destra e fermarsi il prima possibile.

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Altro tema che sta tenendo banco è quello del possibile conflitto d’interessi visto che l’impresa di famiglia di Aldrovandi, la Busi Impianti, ha molti appalti nel settore pubblico a Bologna tra Comune, Università, e sanità. L’ingegnere non ha più deleghe nell’azienda e ha rilanciato quella che chiama “opzione zero” ovvero il fatto che se diventerà sindaco Busi Impianti non avrà più appalti con il Comune.

Infine sul rapporto con il Pdl: “Evidentemente gli sono antipatico. I partiti non sono riusciti in questo periodo a costruire una classe dirigente adeguata”.

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