29 giu. – “Non è per le conseguenze che potrà portare questo mio atteggiamento che chiedo scusa, ma per la reale presa di coscienza dell’errore commesso qualche giorno fa, unito all’esigenza di riprendere quel contegno silenzioso e rispettoso che ho mantenuto sempre, dal settembre 2005 sino a questi giorni”. Così Paolo Forlani, uno degli agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi, ha spiegato all’Ansa la sua volontà di chiedere scusa per le frasi scritte via facebook. Insulti alla madre di Federico, Patrizia Moretti, ospitati sulla pagina dell’associazione Prima Difesa ( e poi cancellati). La frase incriminata era: “Che faccia da culo che aveva sul tg una falsa e ipocrita… spero che i soldi che ha avuto ingiustamente possa non goderseli come vorrebbe… adesso non sto più zitto dico quello che penso e scarico la rabbia di sette anni di ingiustizie…”.
Il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri dopo l’eco mediatica data alle parole di Forlani aveva pesantemente condannato e annunciato provvedimenti disciplinari, al di là di quello che verrà avviato dopo che sarà depositata la sentenza della Cassazione sulla conferma delle condanne a 3 anni e sei mesi.
La dichiarazione di Forlani prosegue così: “Dopo il rigetto della Cassazione della scorsa settimana e le varie esternazioni mediatiche nei nostri confronti, mi sono trovato in uno stato di sconforto e di smarrimento assoluti che mi ha portato, l’indomani, ad esternare via web commenti e frasi sciagurate, di cui mi vergogno, all’indirizzo di persone direttamente colpite dalla vicenda. Quelle mie espressioni sono state il frutto di una pressione che é gravata su di me per sette anni, durante i quali invano ho cercato di esprimere le mie ragioni; così dopo l’ennesima e decisiva sconfitta mi sono lasciato andare ad un comportamento irragionevole, in preda alla rabbia verso chi non mi ha mai ascoltato e non ha capito quanto dolore avessi provato per la tragedia che era successa in via Ippodromo rispetto alla quale avevo sempre protestato la mia assenza di responsabilità“.
Scuse rifiutate dalla madre di Aldro, Patrizia: “E’ meglio che lasci perdere! Le sue scuse? La coscienza doveva parlargli 7 anni fa all’alba di questa mattina. Non ci può essere assoluzione per ciò che ha detto”.

