Aldro. I poliziotti risarciranno il Viminale con 560mila euro

Bologna 27 mar.- La Corte dei Conti dell’Emilia Romagna ha deciso che i poliziotti condannati in via definitiva per la morte di Federico Aldrovandi dovranno risarcire il ministero dell’Interno, che a sua volta risarcì la famiglia, con 560mila euro. La magistratura contabile ha così diviso gli addebiti: Enzo Pontani e Luca Pollastri dovranno versare ciascuno 224.512 euro, Paolo Forlani e Monica Segatto dovranno versare ciascuno 56.128 euro.

La cifra rappresenta un terzo di quella che era stata chiesta dalla procura della Corte dei Conti, 1,8 milioni di euro, e per la quale era già scattato il sequestro conservativo di una parte dello stipendio e dei beni ai quattro agenti che erano in servizio alla questura di Ferrara. Quel sequestro ora diverrà un pignoramento.

Il ministero dell’Interno aveva risarcito la famiglia Aldrovandi con due milioni di euro circa. Per l’avvocato Fabio Anselmo la cifra decisa fa emergere una responsabilità del ministero. “Qui c’è il riconoscimento di “una indubbia responsabilità del Ministero in tema di mancanza di preparazione, organizzazione e formazione degli agenti. Non si può più parlare di mele marce ma di un problema ben più ampio” ha detto Anselmo. E anche secondo l’avv. Marco Zincani, che assiste Pontani, Pollastri e Forlani, la responsabilità del Viminale è fissata al 70% e va individuata “nell’organizzazione ministeriale delle tecniche di addestramento e di ammanettamento a terra”. Su questo punterà nell’appello.

“E’ la giustizia che va avanti” ha commentato la mamma di Federico, Patrizia Moretti. E’ una sentenza “particolarmente importante” perché “riguarda tutti e non solo la nostra famiglia. E’ il riconoscimento del male che ha subito la società intera”.

Per i giudici contabili dalla lettura degli atti del processo penale, “si evince che il comportamento” dei quattro poliziotti condannati per la morte di Federico Aldrovandi “risulta essere stato incontestabilmente ed inequivocabilmente gravemente contrario ai propri doveri d’ufficio”. Il danno subito dall’Amministrazione, “costituito dalla somma pagata a titolo di risarcimento per il danno subito dagli eredi” del giovane morto nel 2005 “costituisce conseguenza diretta e immediata del comportamento gravemente colpevole dei convenuti”. I giudici, che hanno condannato Pontani e Pollastri a pagare ciascuno 224.512 euro, contro i 56.128 di Forlani e Segatto, spiegano che hanno ritenuto di differenziare “il quantum di danno risarcibile dai poliziotti facenti parte del primo equipaggio, rispetto ai componenti della seconda pattuglia, in relazione alla tempistica dell’operazione di Polizia, così come desunta dagli atti del processo penale, che vedeva gli agenti Pollastri e Pontani intervenuti per primi sul posto”. Rispetto all’eccezione difensiva sulla mancata partecipazione degli agenti alla transazione tra Ministero e famiglia, il collegio, citando giurisprudenza, osserva che la transazione “resta un mero fatto che il giudice contabile non può ignorare, ma da cui non resta vincolato ai fini della determinazione della responsabilità e del quantum da porre a carico del convenuto”.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.