16 giu. – Tpo da una parte e sMontiamo la crisi dall’altra: i due gruppi (in circa 200 gli uni, 400 gli altri) hanno percorso le vie del centro a partire dalle 14 fino alla conclusione dell’evento organizzato da Repubblica all’Arena del Sole chiedendo le dimissioni del premier Mario Monti.
Il cacerolazo che ha unito Cua, Crash, Santa Insolvenza, Bartleby, Vag61 e il sindacalismo di base ha cercato più volte di avvicinarsi al teatro, prima su via Indipendenza, dove ha ricevuto due cariche, poi su via Righi, all’interno della zone interdetta dalle manifestazioni.
Il presidio è iniziato all’incrocio di Via Irnerio e si è lentamente avvicinato al blocco di polizia su via Indipendenza. Fischietti, padelle, campanelle, campanacci e i tamburi della Sambalotta hanno fatto da continua colonna sonora delle protesta. Cartelli contro l’Imu, contro l’austerity e contro il presidente del Consiglio: “Meno Monti, più Valle di Susa”, “Monti degage”. Dopo essere stati respiti dalle due brevi cariche di polizia e carabinieri i manifestanti hanno lanciato verdure (insalata e pomodori), bottiglie, aste di cartelli, fumogeni e diversi petardi.
Poi il presidio si è spostato in via Righi, dove ha incontrato un nuovo blocco all’incrocio con via Indipendenza. Ingrossate le fila i manifestanti si sono diretti in Via Masini verso le 17.30 e hanno bloccato il traffico dei viali di circonvallazione per quasi un’ora. La protesta è terminata intorno alle 19 quando il corteo è tornato in via Indipendenza, questa volta senza trovare ostacoli, ed è arrivato fino alle Due Torri.
Il Tpo è partito da piazza del Nettuno insieme agli attivisti reggiani del Laboratorio Aq16 e dei militanti di Giovani Comunisti e Federazione della Sinistra diretto all’Arena del Sole. L’obiettivo era di entrare nel teatro per contestare il presidente del consiglio. Quando, protetti da scudi, i manifestanti hanno provato a sfondare il cordone di poliziotti che bloccava via Indipendenza, è partita una carica che li ha respinti di una decina di metri. Sono volati petardi e qualche fumogeno. Il corteo ha poi imboccato via de Monari e, attraversata via Galliera, è arrivata in via Riva di Reno passando per via Nazario Sauro. Svoltando a sinistra su via Marconi, i manifestanti hanno prima imbrattato i muri della sede della Deutsche Bank (palloncini di vernice rossa e una scritta “noi la crisi non la paghiamo”) e poi proseguito fino in piazza del Nettuno dove il corteo è terminato.
Durante gli scontri con la polizia alcuni manifestanti sono rimasti contusi. Gli agenti contusi, fa sapere la Questura, sono stati otto più due funzionari, tra cui il Questore vicario di Bologna, Errico Grazioso Fusco.

