Bologna, 20 dic. – Le commesse di Alcott hanno scioperato, al loro posto a tenere il negozio di via Ugo Bassi c’erano magazziniere e una commessa di un’altro punto vendita. “Abbiamo tutte il contratto come aiuto commessa. Aiutante di chi? Non c’è nessuna commessa regolare” ci spiega una di loro, Margherita. Ha 22 anni e ha lavorato in passato in altri negozi. Sono in sei, tutte hanno partecipato allo sciopero e a tutte loro scade il contratto il 31 dicembre, ma la minaccia di restare senza lavoro non le spaventa: “Io lotto per avere un futuro”.
Avevano già provato in passato a scioperare, il 12 dicembre, ma in quel caso erano state tutte sostituite.
Megafono e volantini, insieme ai sindacalisti della Filcams Cgil, cercano di convincere i clienti a non entrare in negozio, in cui, forse anche a causa della mancanza delle commesse c’è una lunga fila alle casse. “I vestiti costano poco perché risparmiano sui nostri diritti” gridano dal megafono. Alcuni passanti le ignorano ed entrano in negozio, altri prendono il volantino, altri ancora fanno loro i complimenti: “Siete coraggiose”, una frase e uno stupore che riassume quanto sia difficile scioperare per i precari nel 2014.
Stefania Pisani della Filcams Cgil
















