7 apr. – L’Emilia-Romagna si attrezza ad accogliere i primi 1500 immigrati in arrivo da Lampedusa: i dettagli del piano sono stati illustrati dal sottosegretario alla presidenza della Regione, Alfredo Bertelli, a seguito dell’incontro con i rappresentanti delle Province e dei Comuni con più di 50 mila abitanti e del direttore dell’Agenzia di protezione civile regionale Demetrio Egidi.
Il piano sarà pronto entro dieci giorni e riguarderà le persone che sceglieranno di avvalersi del permesso temporaneo previsto dall’articolo 20 del testo unico sull’immigrazione e i primi profughi in arrivo dalla Libia. La priorità per la Regione è garantire l’ospitalità dei minori per i quali già da domani lavoreranno gli uffici regionali competenti.
Nell’individuazione dei luoghi per l’ospitalità verranno coinvolte tutte le Province e sono in corso incontri con le Prefetture, le autorità ecclesiastiche e le associazioni di volontariato. L’indicazione è quella di ospitare i migranti in piccoli gruppi di poche decine di persone. A Bologna la soluzione più percorribile sembra essere la caserma di via Prati di Caprara, già presa in esame da qualche giorno, che potrebbe ospitare alcune decine di persone già dal primo arrivo. Sembrano invece tramontate altre ipotesi che erano circolate nei giorni scorsi. Restando a Bologna, non sembra possibile ospitare profughi e immigrati a Villa Salus, visto che sarebbero necessari lavori di manutenzione, né, tantomeno, nelle ex caserme. Domani Bertelli incontrerà il prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia.
Sembra invece definitivamente accantonata l’ipotesi di una tendopoli. “Stiamo valutando i luoghi dell’ospitalità provincia per provincia – ha detto Bertelli – per rispondere in tempi rapidi con strutture adeguate e attrezzate”. Martedì 12 aprile è prevista una nuova riunione.

