Al Maggiore liste d’attesa gonfiate per incassare lo straordinario. Esposto in Procura

10 set. – Un gruppo di tecnici del reparto di radiologia dell’Ospedale Maggiore di Bologna ha inviato un esposto in Procura per denunciare un sistema di “truffe e frodi” messo in piedi da alcuni tecnici e medici per arrotondare lo stipendio. Secondo l’esposto ci sarebbero state liste d’attesa gonfiate per allungare i tempi e consentire così agli operatori di fare più ore di straordinario. La denuncia, di cui dà conto l’edizione locale de La Repubblica, descrive un sistema collaudato che sarebbe andato avanti da alcuni anni e a cui avrebbe messo uno stop il direttore sanitario Massimo Annicchiarico con una lettera spedita alla fine del 2012.

Inoltre, secondo l’accusa, sarebbero stati segnati come svolti esami per i quali il paziente non si sarebbe presentato. Una vera e propria truffa a danno del sistema sanitario regionale quella denunciata nell’esposto. Secondo i denuncianti, quindi, ci sarebbero stati abusi nell’utilizzo della Simil a.l.p., un sistema che consente all’azienda di smaltire le lunghe liste d’attesa attraverso il ricorso allo straordinario: in altre parole, gli esami vengon eseguiti al di fuori dell’orario canonico di lavoro e per questo gli operatori vengono pagati di più. Secondo l’accusa, quindi, ci sarebbe stato un sistema fraudolento finalizzato a “spostare” in questa fascia oraria gli esami al fine di aumentare gli stipendi degli operatori impegnati.

La Procura conferma che l’esposto, anonimo, è arrivato venerdì. Il fascicolo, di cui si occuperà Morena Plazzi, al momento non contiene ipotesi di reato, né ci sono indagati. Sono stati disposti gli accertamenti dei Nas. Il procuratore aggiunto Valter Giovannini ammette però che l”indagine potrebbe soffrire della comunicazione da parte di alcuni di elementi ”delicati” alla stampa. La Procura, inoltre, si augura “di non dover scomodare un numero rilevante di pazienti per verificare quanto denunciato nell’esposto”. L’invito tra le righe è ai camici bianchi: chi sa parli.

“Bisogna fare chiarezza al più presto” dice il segretario della Funzione Pubblica Cgil, Michele Vannini, che assicura di aver saputo dell’esposto dalla stampa. “Se lo avessimo saputo ci saremmo subito rivolti alla magistratura” dice Vannini.

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