Al Cai non piace la legge regionale sui sentieri

sentiero della costituzione

5 ago. – E’ una pessima legge quella sui sentieri dell’Emilia Romagna, parola di Cai, Club Alpino Italiano, che tanto bene li conosce e che collabora alla loro manutenzione. “Forse la peggiore tra quelle in vigore nelle altre regioni”, ha scritto in una notaVinicio Ruggeri, Presidente del Cai dell’Emilia Romagna, minacciando di sospendere le attività di volontariato.

Sotto accusa è finito l’articolo 4 del testo della legge regionale, approvato la scorsa settimana dall’Assemblea legislativa, che introduce la possibile fruizione dei sentieri con i mezzi motorizzati. Sono i Comuni ad avere la facoltà di “interdire anche parzialmente il transito motorizzato”, declassando le prescrizioni della Polizia Forestale da norme vincolanti a semplici principi discrezionalmente utilizzabili. Resta certo che le moto non potranno percorrere i sentieri all’interno dei Parchi e delle aree protette in generale.

Casati è molto preoccupato: “Concepita con il nobile intento di tutelare i sentieri escursionistici e valorizzare il turismo a basso impatto ambientale e a forte valenza culturale e salutistica, la legge si è piegata alle lobby motoristiche, con un testo pasticciato che peggiora la precedente situazione di ingovernabilità”.

Noi abbiamo intervistato Paolo Corciani, del Cai regionale

Il Cai inizialmente aveva appoggiato il testo, che tra l’altro prevede la nascita del catasto sentieri e la dichiarazione della loro “pubblica utilità”. Sono state le modifiche introdotte nella fase finale a portare il Club Alpino a respingere in toto la legge.

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