Le indagini sull’aggressione al tifoso juventino Massimo De Vita si stanno stringendo attorno ai nomi di 5 o 6 ultras del Bologna “appartenenti a un’area ristretta di tifoseria ben connotata e che ben si distingue dalle altre”, ha detto il pm Lucia Musti. Potrebbe trattarsi di persone che hanno fatto parte di un gruppo ormai sciolto vicino all’estrema destra. Sui fatti avvenuti il 29 ottobre nei pressi dello stadio Dall’Ara dopo Bologna-Juventus, il magistrato indaga per tentato omicidio con l’aggravante dei motivi abbietti e futili. De Vita era stato colpito con una pietra dopo aver difeso il figlio a cui alcuni tifosi del Bologna volevano strappare la sciarpa.
21/11/2008

