Affitto alle stelle, Dlf e Arena Puccini a rischio chiusura

8 mar. – Se la situazione non cambia, il parco del Dopolavoro Ferroviario di Bologna sarà costretto a chiudere. Lo ha denunciato Fulvio Saiano, presidente del Dlf bolognese. L’accordo sottoscritto il 25 maggio 2009, tra Rete Ferroviaria Italiana e Dlf Nazionale, che prevedeva una rivalutazione del costo si è risolto in un vero salasso. La richiesta che il Dlf si è sentito fare da RFI è di 461.665,93 euro per il 2010 che arriveranno a 617.922,10 nel 2012. “Non siamo attività commerciali – ha proseguito Saiano – non possiamo pagare affitti a costi di mercato“.

L’unico modo previsto dal contratto per abbassare l’affitto è rinunciare all’uso dei locali. E il primo di questi che il Dlf non può permettersi è l’Arena Puccini, che nel periodo estivo ospita la rassegna curata in collaborazione con la Cineteca. I 49.500 euro di affitto richiesti nessuno li ha e così il Dlf ha deciso di riconsegnare alla proprietà le chiavi dell’Arena. Lo farà con tutti gli altri spazi presenti nell’area, gestiti dal Dopo Lavoro Ferroviario insieme alle associazioni sportive Sempre Avanti, Azucar e New Musokan, alle associazioni culturali Musicarti e Scholè Futuro Emilia Romagna e all’associazione Astrofili Bolognesi.

Secondo l’ex presidente del quartiere Navile, Claudio Mazzanti, il parco del Dopo Lavoro Ferroviario di Bologna “non può morire”. La soluzione per Mazzanti è semplice: “Rfi deve cedere immediatamente i 5 ettari del parco al Comune di Bologna, anticipando i termini della convenzione del 2006″. In quella data, Rfi si impegnò a cedere “a costo zero” l’area al comune come onere accessorio compreso nel progetto di rifacimento della stazione centrale. “Sarà questo che dirò mercoledì al commissario Cancellieri”, ha concluso Mazzanti.

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