Affitti studenti. Acer: “Serve fondo di garanzia”

Bologna, 4 nov. – Per combattere la pratica di affittare in nero ai fuorisede, Acer Bologna pensa a un fondo di garanzia simile a quello gestito dall’Agenzia metropolitana per l’affitto (Ama) per l’emergenza abitativa. Lo ha detto la vicepresidente Chiara Caselgrandi, che oggi a Palazzo D’Accursio ha partecipato a una commissione dedicata al tema del caro affitti e delle locazioni in nero. Per partire, basterebbe meno dell’1,2 milioni di euro del fondo di Ama, anche se Acer non ha ancora fatto i conti.

Si tratterebbe di uno strumento di “intermediazione tra i proprietari e gli studenti” per dare una “soluzione strutturale” al problema, puntando sui canoni concordati e sulla “semplificazione burocratica”, per esempio offrendo la possibilità di variare on line i contratti.

Per la costituzione del fondo “abbiamo come punto di riferimento la Regione”, ha spiegato Caselgrandi, pur sapendo che “la Regione i soldi non se li inventa”.

Allo sportello registrazione affitti dell’Università di Bologna in un anno sono stati stipulati oltre 1.000 contratti, ha detto oggi in commissione il prorettore agli studenti Roberto Nicoletti. Secondo l’Alma mater, sono “significativamente diminuiti” i casi in cui sono gli stessi studenti a subaffittare, in nero, ad altri studenti. Mauro Cammarata, dirigente del settore Entrate di Palazzo D’Accursio, ha riferito che proseguiranno le attività previste dal “Patto per la legalita'” che il Comune ha siglato con l’Agenzie delle entrate e la Guardia di Finanza. “Abbiamo già fatto più di 1.000 segnalazioni e gli affitti in nero rappresentano una parte di queste”, ha detto Cammarata.

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