30 mag. – Il gruppo di ragazzini e ragazzine tra i 13 e i 15 anni sarebbe responsabile una decina gli episodi di violenza gratuita contro anziani, donne e disabili, schiaffi e calci a coetanei, a volte a scopo di rapina, altre volte solo per dimostrare al gruppo di essere capaci di violenza.
La più grande, di 15 anni e considerata la leader della banda e un’altra quattordicenne sono state affidate in una comunità per minori su richiesta del pm minorile Silvia Marzocchi e concessa dal gip. Il provvedimento è relativo ad una rapina commessa il 28 marzo scorso ai danni di due coetanee in via Ugo Bassi all’ora di pranzo. All’aggressione parteciparono almeno cinque componenti del gruppo, ma le due giovani finite in comunità sono le uniche con più di 14 anni.
Secondo la polizia sarebbero diversi gli episodi simili imputabili al gruppo: danneggiamenti alle serrande di negozi, schiaffi ai coetanei e aggressioni ad anziani. Se la sono presa anche con Bruno Vasari, vicepresidente dell’associazione nazionale ex deportati, intervenuto in difesa di un anziano aggredito: lo hanno colpito e riempito di insulti.
La rapina del 28 marzo in via Ugo Bassi fu scatenata, secondo le ricostruzioni degli agenti, da una prova di valore di una di loro. Per dimostrare agli altri il suo ruolo nel gruppo la ragazzina ha puntato le due coetanee appena uscite da scuola per derubarle. Le due ragazze furono accerchiate e a una fu strappato lo zaino, la giovane che ha iniziato l’aggressione ha tirato fuori il diario e un peluche e li ha scagliati a terra; quando la vittima ha fatto per raccoglierli ha preso uno schiaffo. Alle due vittime è stato rubato un Ipod ritrovato una settimana dopo, durante una perquisizione, in camera di una delle due ragazzine finite in comunità. La rapina si è conclusa con me minacce alle vittime di non chiamare la polizia, ma secondo la polizia non sarebbe finita lì: due passanti, infatti, vedendo le ragazzine in lacrime, avrebbero fermato due ragazzini del gruppo che si stavano allontanando. A quel punto, la 15enne che la polizia considera la leader morale dei Bolognina Warriors, si sarebbe messa a gridare “Aiuto, mi stanno violentando”. Con lo scompiglio che si è creato, i due sarebbero riusciti ad allontanarsi.
Quando, il giorno stesso, le due ragazzine furono fermate dai poliziotti di quartiere e portate in Questura, la adolescente, secondo il racconto degli agenti, si sarebbe dimostrata impertinente: “Non ho tempo da perdere” avrebbe detto, aggiungendo: “Tanto sono minorenne, non potete farmi nulla”. Avrebbe cercato inoltre di scaricare le responsabilità sui più piccoli.
Nel dicembre del 2010 il gruppo aggredì un coetaneo in piazza Maggiore a cui rubarono cappellino e cellulare; nel gennaio scorso, imbrattò le serrande di diversi negozi del centro col logo Bolognina warriors e ne prese a calci alcune; in febbraio una ragazzina fu presa a schiaffi in piazza dell’Unità. Il 15 febbraio una cassiera del Mc Donald intervenuta in difesa di una cliente che i ragazzini stavano insultando è stata picchiata ed è dovuta andare in ospedale. In marzo, i “warriors” hanno minacciato una donna dentro un bar e aggredito un coetaneo in via Matteotti: questo sarebbe uno degli episodi più gravi, in cui un ragazzino non ha esitato a colpire la vittima con un espositore per riviste in metallo. L’ultimo episodio risalirebbe ad aprile, quando una ragazzina fu presa a schiaffi in piazza dell’Unità appena scesa dall’autobus.
Secondo gli investigatori le famiglie da cui provengono i componenti del gruppo sono in parte normalissime, in parte disagiate e seguite dai servizi.

