Affaire “Corvo”: l’inchiesta proseguirà anche dopo le elezioni

25 mag. – Proseguirà ben oltre le elezioni di giugno la vicenda del ‘corvo’ elettorale di Bologna. Dopo la maratona che oggi ha visto sfilare tutti gli indagati dal pm titolare dell’indagine, Luigi Persico, la Procura ha cambiato direzione, escludendo il ricorso al giudizio immediato, scegliendo di non chiudere l’inchiesta e prendendosi una pausa di riflessione. Nel corso della giornata è stata chiarita la posizione del direttore del “Domani di Bologna-L’Informazione”, Giovanni Mazzoni, indagato per la pubblicazione della visura del casellario giudiziale di Alfredo Cazzola al centro di tutta la storia: Mazzoni, infatti, ha spiegato a Persico che in quei giorni era all’estero in vacanza. Dagli interrogatori non sarebbe emerso nessun sostanziale elemento di novità. Lo 007 Filippo Mineo e i membri dello staff di Giorgio Guazzaloca, Marco Zanzi e Alberto Vannini hanno confermato le proprie contrastanti posizioni, mentre gli avvocati di Serafino D’Onofrio e Valerio Monteventi hanno presentato una memoria per testimoniare l’inesistenza di possibili legami con Guazzaloca. Inoltre, hanno consegnato una sentenza depositata dalla Cassazione che definisce come, per parlare di nocumento in materia di privacy, questo debba essere concreto e non indefinito o immaginario.
Non essendoci nessuna prova evidente a sostegno dell’ipotesi della Procura su una manovra architettata da più parti per danneggiare Cazzola, Persico avrebbe cambiato la propria intenzione di chiarire la vicenda prima del voto.

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