L’addio di Errani: “Con il cuore ci sarò sempre”

Bologna, 23 lug. – E’ terminato con un lungo applauso il discorso di dimissioni del presidente Vasco Errani. Si sono alzati in piedi i consiglieri, della maggioranza e anche qualcuno dell’opposizione, il pubblico e i sindaci presenti.
Un discorso durato 40 minuti in cui il governatore (“non sono riuscito ad invertire il senso comune, non ci sono governatori ma solo presidenti”) ha cercato di motivare la sua scelta di dare le dimissioni ma soprattutto ha cercato di dare una visione per il futuro, un lascito politico.
“Fiducia e rispetto per la magistratura senza se e senza” ha detto Errani che però ha ribadito “non ho fatto nessun falso ideologico”. “In questa vicenda – ha affermato – sono in ballo l’onore, l’onestà e la trasparenza, che considero prerequisiti essenziali per chi fa politica”.

“Non c’è un modello Emilia Romagna, tanto meno un modello Errani” ha detto perché “il modello è statico guarda al passato. Governare significa promuovere il cambiamento”. Se non è un modello è sicuramente almeno una visione, un lascito politico quello che poi segue nel discorso. Dalla capacità di dialogo con i corpi sociali alla gestione del terremoto, passando per l’uso degli ammortizzatori sociali per superare la crisi, il modo della cooperazione, l’alta formazione, la sanità garantita a tutti… “Sono orgoglioso di quello che ho fatto” ha detto Errani, ringraziando la giunta, i consiglieri, i tecnici, i dipendenti della Regione e anche i giornalisti. “Ringrazio tutti gli uomini e le donne della politica, delle istituzioni e della società per il dialogo sincero e schietto che in questi anni abbiamo realizzato e per le testimonianze di stima, affetto e umanità ricevute in questi giorni di dolore e amarezza. Un’umanità che ho sentito viva intorno a me e intorno a noi, e che ho interpretato come il frutto dell’esperienza fatta. Ho visto riconosciuto e apprezzato il mio modo di intendere la politica e il servizio alle istituzioni. Per questo dico che non avrò mai nostalgia di una poltrona, perché il valore di una persona non sta in ciò che fa, ma in ciò che è”.

Sul terremoto promette “la ricostruzione non si fermerà nemmeno un giorno per le mie dimissioni perché non c’è mai stato un uomo solo al comando”, ora è compito del Governo scegliere un nuovo commissario. “Abbiamo aperto una strada nuova per l’Italia” ha detto ancora Errani sul post terremoto.

“L’Emilia Romagna non è in crisi, si anticipano solo le elezioni di qualche mese” ha rassicurato Errani, convinto che “si saprà andare avanti”. Come? Con il “riformismo” che “è nato qui e non è di proprietà di nessuno”. Questi i suoi riferimenti: “le persone, la comunità, il lavoro la conoscenza, i sistemi universalistici dei servizi”.

Il passaggio finale è stato dedicato alla pace: “Ciò che sta accadendo in Ucraina e in Medio Oriente è grave e pericoloso. Occorre l’iniziativa di tutti, dei Governi, dell’Europa, del mondo, degli organismi internazionali, di tutti gli uomini e le donne di buona volontà per fermare le armi”.

Poi le parole conclusive rivolte ai cittadini dell’Emilia-Romagna: “Grazie a tutti e a tutte voi, per avermi consentito di fare una straordinaria esperienza, ben al di là delle mie personali capacità. Un’esperienza di cui sarò sempre orgoglioso e riconoscente. Grazie di cuore. E con il cuore io ci sarò sempre a lavorare, non importa da dove, ma a lavorare per il bene comune”.

Il discorso integrale

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