10 set. – “Grazie a tutti per averla amata”. La sorella Lilli nel piazzale della chiesa di sant’Antonio della Dozza ha salutato così le persone che hanno detto addio a Marcella Di Folco. Il funerale della presidente del Mit è stato celebrato da don Giovanni Nicolini che ha ringraziato Marcellona per tutta la sua vita, “una vita dedicata ad abbattere la separatezza in un mondo dove continuano ad esserci muri”. Marcella era cattolica e la sua fede è stata ricordata da un commosso nipote che è salito sull’altare alla fine della messa per regalare anche un’immagine privata della zia: “a Natale e Pasqua quando eravamo davanti alla tv al momento della benedizione del papa tutti dovevamo stare zitti…, tanto lo sapete che lei era anche dispotica”.
In chiesa c’erano le sue compagne trans del Mit, i consiglieri comunali dell’esperienza a palazzo d’Accursio e l’ex sindaco Walter Vitali, tanti e tante del mondo lgbt bolognese, il presidente nazionale di Arcigay Francesco Patanè, più nascosta in fondo Nicoletta Mantovani, ex assessore alla cultura delle breve giunta Delbono. In mattinata alla camera ardente era arrivato anche monsignor Ernesto Vecchi, il loro ultimo incontro, ha rivelato il vicario del vescovo risaliva all’ottobre scorso.
Le note di Casta Diva (dalla Norma di Bellini, la lirica era un’altra passione di Marcella) hanno accompagnato la bara di Marcella prima che si chiudesse lo sportellone dell’auto funebre. Ora il suo corpo verrà cremato.

