28 mag. – L’assemblea dei sindaci dell’Autorità d’ambito di Bologna presieduta dall’assessore all’ambiente Emanuele Burgin ha deliberato l’aumento della tariffa media dell’acqua in provincia del 4,16% (si sono astenuti i comuni di Monteveglio, Bazzano e Monte San Pietro). Ma la novità più siginificativa è l‘introduzione della tariffa pro capite per cui ” saranno puniti gli spreconi, mentre una famiglia risparmierà” ha spiegato Burgin. La tariffa pro capite è in vigore da gennaio e, dopo una sperimentazione che per l’anno scorso è stata attiva in nove comuni, coprirà gran parte della provincia ma soprattutto la città di Bologna. L’aumento deliberato è in linea con la convenzione firmata nel 2007 da Ato con il gestore Hera.
I sindaci hanno votato anche il documento dove si condivide la decisione della regione Emilia Romagna di ricorrere alla Consulta contro il decreto Ronchi che di fatto privatizza la gestione dell’acqua.
L’assemblea è stata interrotta per circa mezz’ora, l’assessore Burgin è sceso al piano terra di palazzo Malvezzi e sotto il portico ha incontrato il presidio dei manifestanti che si erano dati appuntamento sotto lo slogan “un’altra Hera per l’acqua”. Il presidio ha contestato il decreto Ronchi ma anche l’aumento dell’acqua deliberato dall’assemblea dei sindaci ed è riuscito ad ottenere un confronto pubblico in piazza Rossini con l’assessore per venerdì 11 giugno.
Sull’aumento l’a.d. di Hera Maurizio Chiarini ha spiegato: “ce lo riconoscono, è previsto dalla legge. Si tratta di un servizio regolato, nessuno si inventa niente”. “Stiamo parlando di un euro scarso a famiglia ogni due mesi”, ha chiuso.

