A meno di due mesi dai referendum del 12 e 13 giugno scorsi, che hanno affermato con forza come gli italiani vogliano che l’acqua rimanga un bene pubblico, qualcosa si muove. Mentre a livello nazionale si deve ancora iniziare a discutere di una nuova legge sulla gestione dei servizi pubblici, a Novellara, paesone nella bassa reggiana, è stata approvata in consiglio comunale una mozione che impegna il Comune a modificare il proprio statuto.
In particolare, la maggioranza del sindaco Raul Daoli, composta da Pd, Idv, Prc e Sinistra per Novellara (Sel), ha votato di inserire questo passaggio: il Comune “riconosce che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, quindi la sua gestione deve essere attuata attraverso un Ente di diritto pubblico in base agli Artt. 31 e 114 del d.lgs n 267/2000“.
Secondo il sindaco, non è semplicemente un atto simbolico perché se iniziano ad essere in tanti i comuni che seguono l’esempio di Novellara qualcosa può realmente cambiare, a livello italiano, ma anche europeo. Ascolta il sindaco Daoli.
Molto soddisfatti sono i rappresentanti del Comitato Provinciale Acqua Bene Comune di Reggio Emilia. Ascolta Emiliano Codeluppi.

