Acqua pubblica: parte la campagna referendaria

3 feb. – Dopo l’ammissione di due dei tre quesiti referendari da parte della Corte Costituzionale, anche a Bologna il “Comitato acqua pubblica” diventa “Comitato referendario due sì per l’acqua bene comune” e lancia una serie di iniziative.

Sabato 5 febbraio e sabato 12 febbraio sarà presente in via Indipendenza un primo banchetto informativo, poi il 24 febbraio la campagna si sposterà sotto la tenda degli universitari in piazza verdi per parlare del tema del cambiamento climatico in relazione al problema dell’acqua e, infine, per il 17 marzo è previsto la messa in scena all’ITC di San Lazzaro dello spettacolo teatrale chiamato “Acquedotto e ricostruzione” di Massimo Pancaldi. Questi appuntamenti, oltra che l’appuntamento alle urne, lanceranno anche la manifestazione nazionale in difesa dell’acqua pubblica, prevista per sabato 26 marzo.

Il 20 gennaio la Camera del lavoro ha aderito al comitato e i promotori della campagna sono convinti che nei prossimi giorni, in vista del voto a primavera, si uniranno alla campagna altre forze sociali. Come nel resto d’Italia, anche a Bologna si chiede di accorpare la consultazione referendaria alle prossime amministrative,
votando quindi tra il 15 aprile ed il 15 giugno, per abbattere i costi, ma anche per favorire la partecipazione.

Secondo Andrea Caselli, portavoce del comitato referendario, a Bologna le aziende che gestiscono il servizio idrico sono dentro un processo di privatizzazione che va frenato. Nel caso di Hera questo processo ha avuto una rapida accelerazione con la votazione nell’assemblea dei soci della ricapitalizzazione del presito obbligazionario convertibile di 140 milioni emesso da Hera, che tra tre anni diventeranno azioni facendo scendere la quota pubblica nella società dal 62% al 55%. Altro versante, ricorda ancora Caselli, è quello delle spa al 100% di proprietà dei Comuni che operano nella provincia bolognese, come Sorgea o Geovest, che stanno andando verso la vendita di una fetta delle quote a privati: il comitato chiede ai Comuni di aderire alla moratoria, fermando le procedure avviate in attesa dell’esito del referendum popolare.

Per contribuire alla campagna i sostenitori potranno lasciare una sottoscrizione al banchetto, fare un bonifico oppure inviare una donazione online, con quest’ultima modalità, in caso di ragiungimento del quorum al referendum il comitato si impegna a restituire i finanziamenti dopo l’arrivo dei rimborsi elettorali.

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