Acqua all’amianto nelle tubature bolognesi

27 nov. – La denuncia porta la firma dell’Aea, l’Associazione esposti amianto, che lunedì presenterà un esposto in Procura. “Il 15 settembre 2009 – afferma il presidente Aea, Vito Totire – è risultata positiva la ricerca di amianto nell’acqua prelevata a Bologna, in via Gerusalemme. E’ almeno la terza volta in pochi anni”. Secondo l’associazione, per eliminare l’amianto non è sufficiente il sistema adottato finora da Hera, cioè ricoprire le tubature. Queste, secondo Totire, vanno sostituite.
“Hera deve trovare 250 milioni di euro per fare una bonifica integrale e Bologna, così darebbe un esempio a tutta Italia”. Secondo Totire, “l’amianto disperso dalle tubazioni determina non solo assorbimento per via digestiva ma anche per via inalatoria”. E l’amianto stesso “è cancerogeno per l’uomo e non esiste una
soglia di esposizione, per quanto bassa, che possa essere definita sicura”. Quindi, ammonisce, “non si sfugge da un dato di fatto: Hera eroga acqua potenzialmente pericolosa per la salute umana”.

Immediata la replica di Hera: “I controlli analitici che eseguiamo noi, ma anche quelli dell’Ausl, non hanno mai destato nessun livello di pericolosità igienico-sanitaria” rispetto alla presenza di amianto nelle tubature che portano l’acqua alle case dei bolognesi. L’ultimo ritrovamento di amianto nelle condotte che portano
l’acqua alla zona di via Gerusalemme e dintorni risale al 2006, fanno sapere da Hera. Ma soprattutto, “perché si accenda la spia dell’allarme, la concentrazione di fibre dovrebbe essere 10.000 volte superiore a quella accertata da Totire”.

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