23 mag. – Nuovi sviluppi nell’inchiesta a carico di tre funzionari dell’Azienda Case Emilia-Romagna di Ferrara, accusati di aver chiesto indebitamente denaro ad imprese sub-appaltatrici per non ostacolarne i lavori.
Durante le perquisizioni domiciliari, la Guardia di Finanza ha rinvenuto tre lingotti d’oro per un valore di oltre 100mila euro e 12mila euro in contanti.
I tre erano agli arresti domiciliari dal 7 maggio scorso a seguito dei controlli effettuati dalla Guardia di Finanza presso imprese che lavorano per Acer Ferrara, in cui sono stati riscontrate irregolarità fiscali che facevano presagire la creazione di “fondi neri”. I tre funzionari avrebbero chiesto somme di denaro superiori al 10% del valore degli appalti, sotto la minaccia di pretestuose contestazioni ai lavori e dell’esclusione dai lavori ad affidamento diretto. Le aziende sarebbero state costrette, inoltre, ad “esternalizzare” prestazioni che avrebbero potuto svolgere in proprio. Dalle indagini, coordinate dalla Pm Patrizia Castaldini, è emerso un sistema concussivo consolidato almeno dal 2007 e che ha coinvolto un minimo di tre imprese sub-appaltatrici di Acer Ferrara.
In casa del capo servizio progettazione e sviluppo è stato rinvenuto un lingotto d’oro da un Kg nella parte inferiore di un mobile da cucina, mentre più di 6000 euro in contanti erano nascosti all’interno di una presa elettrica. Metodo più “classico”, invece, per l’ingegnere dell’Acer: due lingotti, sempre da un Kg l’uno, erano custoditi in una cassetta di sicurezza presso una banca.
Le somme di denaro sono state ritrovate nelle abitazioni.
Foto di Nicola Bisi rilasciata sotto licenza Creative Commons


