Bologna, 25 gen. – Stipendi e numero di agenti di pattuglia (di notte restano tre e non scendono a due) salvi. Ma anche il nuovo nucleo “città storica” con 40 vigili urbani per presidiare il cuore di Bologna senza sguarnire troppo le periferie: resteranno infatti gli uffici della Polizia municipale di Borgo Panigale e San Donato.
Sono alcuni degli elementi dell’accordo raggiunto tra Comune e sindacati sulla riforma della Polizia municipale. “I servizi e le esigenze della città, come pure le condizioni di lavoro del personale sono salvi”, tira le somme Nicola Negrelli, sindacalista della Fp-Cisl, dicendo che l’intesa raggiunta “è uno di quei rari casi in cui tutte le parti mi sembra che si possa dire che sono soddisfatte”. E’, sottolinea a sua volta Michele Vannini (Fp-gil), “un accordo positivo maturato in un contesto difficile: noi siamo soddisfatti, ora speriamo lo siano anche i lavoratori”. Il sindacato negli ultimi 10 giorni non ha praticamente mai smesso di trattare e limare per evitare che i vigili perdessero quote del loro salario (circa 2-300 euro al mese): non succederà, assicurano oggi i rappresentanti degli agenti. Come pure il numero degli agenti di pattuglia di sera e di notte non calerà da tre a due.
Inoltre, si è concordato che gli agenti a 58 anni (o dopo 30 anni di servizio in strada) non faranno più servizi esterni di sera, di notte e nei festivi. Tra le novità introdotte con la trattativa c’è l’indennità di reperibilità h24 per l’impiego dei vigili urbani per funzioni di protezione civile. Alla fine Palazzo D’Accursio ha portato a casa 40 agenti per il cuore della città; lo ha fatto insistendo su un punto: anche se centro e periferie sono equivalenti quanto a peso della popolazione residente, il centro richiede esigenze maggiori, ad esempio per via della zona universitaria. Sistemato anche un altro nodo dolente, la mobilità interna al Corpo (i sindacati contestavano l’eccessivo potere discrezionale del Comando).
Anche Gianni Cavicchioli (Usb) parla di “valutazione abbastanza positiva: dalle posizioni da cui partivamo abbiamo raggiunto buoni obiettivi sia per mantenere forze sulle periferie sia per le tutele dei lavoratori e sul livello economico che resta sostanzialmnenrte invariato”. Ora comunque la parola passa all’assemblea dei lavoratori, che dovranno votare sull’accordo.

