Sono pronti a trasferirsi a Firenze se entro il 20 gennaio non riceveranno risposte sulla didattica e sull’organizzazione. Gli studenti di via Belle Arti hanno dato l’ultimatum al direttore Mauro Mazzali e al Consiglio accademico. Già lo scorso autunno in 800 erano pronti a trasferirsi per protesta a Firenze, per citare la sede alternativa più vicina, se non a Verona, Venezia o Macerata. Lo avevano scritto in un documento indirizzato al ministro Mariastella Gelmini, che finora non li ha mai voluti incontrare. «Siamo in una situazione grave, che non si può coprire con la rottura di una statua», ha detto Nicolò Vitacco, rappresentante degli studenti in Consiglio accademico, riferendosi al presunto incidente di qualche giorno fa. «Bisogna che qualcuno recuperi l’Accademia», prosegue Vitacco e chiarisce: «Non abbiamo tante soluzioni, gli diamo tempo fino al 20 gennaio per mandare un segnale forte», ovvero «le dimissioni di tutti i membri del Consiglio» e l’arrivo di «un commissario esterno».
