Abuso d’ufficio. Indagato il segretario regionale del Pd

3 ago. – Abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Per queste due ipotesi di reato (per la seconda però è intervenuta la prescrizione) è indagato dalla Procura di Modena il segretario regionale del Partito Democratico Stefano Bonaccini. I fatti risalgono al 2003 quando Bonaccini, allora assessore al Patrimonio nella città della Ghirlandina, avrebbe, secondo il pm Enrico Stefani, favorito l’ingresso e la permanenza della società Sdps nella gestione di un chiosco all’interno del Parco Ferrari. La Procura ipotizza che ci possano essere state pressioni sulla titolare Tina Mascaro per far subentrare Sdps, che poi non avrebbe pagato l’affitto per oltre 10mila euro. Inoltre ci sarebbe di mezzo anche una procedura non chiara di rinnovo della licenza. Nella stessa inchiesta sono indagati anche Antonino Marino, attuale assessore ai Lavori pubblici e allo sport, e due dirigenti comunali.

Bonaccini ha detto di essere tranquillo e sereno: “Ad oggi non so in che ruolo verrò chiamato in Procura – dice in una nota il segretario democratico – né sono in possesso di atti che mi consentano di rilasciare dichiarazioni in merito“. Nelle poche righe del suo comunicato, Bonaccini dice di aver agito sempre nel rispetto delle regole, “con correttezza e massima trasparenza“. Il segretario democratico assicura di avere rispetto e fiducia nella magistratura. Lo stesso fa anche il Comune di Modena che in una nota dell’Ufficio legale cita anche i nomi dei due dirigenti indagati: “l’ex dirigente Mario Scianti e l’attuale dirigente Giulia Severi“. L’amministrazione modenese, che ha detto di aver messo a disposizione della magistratura tutta lan documentazione, si dice “serenamente convinta della piena regolarità di tutti i passaggi“.

Fiducia in Bonaccini è stata espressa dal presidente della Regione, Vasco Errani: “Esprimo, come sempre, piena fiducia nell’operato della magistratura e sono certo della correttezza di Stefano Bonaccini e della sua estraneità rispetto ad ipotesi diverse“. In difesa del segretario pd arrivano anche le parole di un ex segretario regionale dei Ds, Mauro Zani, che sul suo blog scrive rispetto all’abuso d’ufficio: “Questo reato può facilmente esser contestato a chiunque (o quasi) abbia avuto la ventura di svolgere il ruolo di pubblico amministratore. A meno che l’amministratore in questione si sia limitato a non amministrare infondendo solo un po’ di calore umano alla sedia su cui era seduto“.

 

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