Abolizione delle Province. Burgin a Renzi: “Così governeranno i burocrati”

Bologna, 23 dic. – Dopo anni di polemiche e discussioni la Camera ha dato l’ok all’abolizione delle Province. Ora tocca al Senato, e se anche Palazzo Madama dirà ‘sì’ a sparire, tra le tante, sarà anche la Provincia di Bologna. O meglio: spariranno i politici eletti, non ci saranno più elezioni e le funzioni svolte ora da Palazzo Malvezzi dovrebbero essere riassegnate alla città metropolitana che nascerà nel 2014, un ente di secondo livello guidato dal primo cittadino di Bologna e governato da un’assemblea formata dai sindaci del territorio. Insomma ci sarà un risparmio, quando meno negli stipendi dei consiglieri provinciali e degli assessori.

“Non c’è problema, tornerò a fare il mio lavoro – racconta l’attuale assessore all’ambiente della Provincia di Bologna Emanuele Burgin – Quello che mi chiedo adesso è: quanto costerà la transizione? Qualcuno ci ha pensato?”. E ancora: “Spariranno i politici democraticamente eletti, e il loro posto sarà preso dai funzionari e dai burocratici che nessuno conosce e che nessuno potrà più controllare. Oppure, se andrà bene, governerà il sindaco di Bologna, eletto solo dai bolognesi. Il deficit democratico è evidente”. Burgin risponde anche a Renzi che aveva invitato i consiglieri provinciali a “cercarsi un lavoro”. “Un’affermazione buona per prendere qualche applauso – dice Burgin – Ma i problemi che ho posto non spariscono di certo così”.

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