22 giu. – Una manciata di voti, 167 per la precisione, hanno consegnato Zola Predosa nelle mani di Stefano Fiorini. E’ stato un testa a testa fino all’ultimo voto quello che ha visto contrapposti il candidato del Pd Fiorini, sostenuto da Idv, Comunisti Italiani e dalla Lista civica Allenza per Zola, e Giancarlo Borsari, appoggiato da Rifondazione, Verdi, 2 liste civiche e i grillini. Alla fine la vittoria è arrivata a Fiorini, che ha preso il 50,98% dei voti, mentre Borsari è arrivato al 49,2%. Appena due settimane fa, Fiorini aveva preso il 43%, Borsari si era fermato al 31%.
Un risultato inaspettato e in qualche modo sorprendente quello di Zola, che segna la vittoria del Pd ma costringerà comunque il partito a interrogarsi. Non basta, infatti, il forte calo dell’affluenza (passata dall’81% del primo turno al 62% del ballottaggio) per spiegare i 500 voti persi dalla coalizione pro-Fiorini e i 1276 guadagnati da quella pro-Borsari al secondo turno. E non basta nemmeno ipotizzare un “travaso” di voti dalla destra a Borsari: i due candidati del centrodestra al primo turno avevano preso complessivamente il 23% dei voti, poco più dell’astensione registrata al secondo turno.
A spaccare in due il comune della provincia bolognese sono state più probabilmente le lotte intestine del Pd, che hanno portato due ex compagni di partito a sfidarsi dopo che l’ex sindaco Borsari era stato sfiduciato dal suo stesso partito. Fiorini promette che si metterà subito al lavoro per ricompattare la sinistra. Ma da domani l’opposizione zolese sarà guidata dall’ex sindaco del Pd, Giancarlo Borsari.

