23 mag. – Questa mattina un centinaio di persone hanno ricordato il ventesimo anniversario della strage di Capaci sotto l’albero che, il 7 marzo 1993, il Comune di Bologna decise di piantare in piazza dei Tribunali, a ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Oggi è stata deposta una corona con la scritta “In memoria di Falcone, Borsellino e di tutte le vittime della mafia”. Alla commemorazione hanno partecipato diversi rappresentanti delle istituzioni cittadine, fra i quali il sindaco Virginio Merola, la vicepresidente della Regione Simonetta Saliera, il questore Vincenzo Stingone
L’Associazione nazionale magistrati dell’Emilia-Romagna ha scelto di affidare a un neomagistrato la lettura di uno scritto di Manfredi Borsellino, che ricorda di come apprese la notizia della morte di Falcone e poi, nel luglio successivo, di quella del padre Paolo, assassinato dalla mafia nell’attentato in via D’Amelio, a Palermo.
Tra le persone che hanno circondato l’aiuola c’erano tre studentesse di Giurisprudenza, che si sono date appuntamento con un passaparola
Secondo il presidente dell’Anm regionale Pier Luigi Di Bari, ci sono segnali di un “possibile salto di qualità” della mafia in Emilia-Romagna. Lo ha detto durante la commemorazione davanti all’albero della memoria, facendo riferimento alle minacce al giornalista Giovanni Tizian, ai pedinamenti e messaggi di ‘attenzione’ rivolti ad alcuni magistrati, alla “presenza di ‘compaesani’ degli imputati persino ad un processo di Corte d’Appello qui a Bologna dove si giudicava di fatti di estorsione aggravata dal metodo mafioso e dove ciò che interessava era evidentemente il comportamento di un nuovo collaboratore di giustizia, da tenere sotto controllo”.

