A Venezia. Il Palazzo Enciclopedico

5 lug. – La redattrice di Humus Annalisa Cattani ha intervistato il curatore della Biennale Arte 2013 Massimiliano Gioni. E’ stato possibile fare un primissimo bilancio di come addetti ai lavori e pubblico hanno vissuto la loro visita negli spazi espositivi dei Giardini e dell’Arsenale, commentando alcuni degli interventi critici rivolti a Il Palazzo Enciclopedico. Questo il titolo della Biennale 2013, che si sta rivelando ricca di sorprese all’interno di un display che offre molti spunti e modalità espressive, con un Padiglione Italia veramente interessante che fa dimenticare, fortunatamente, quello molto scadente di due anni fa.

Da segnalare, a questo proposito, fra le presenze più innovative e stimolanti, quelle di Marcello Maloberti, Francesca Grilli, Roberto Cuoghi. Ottimo lavoro anche quello dell’ironico Jeremy Deller che abita il Padiglione Gran Bretagna, giocando a costruire e decostruire la British Brand Image. Bello il Padiglione Belgiocurato eccezionalmente dallo scrittore premio nobel J. M. Coetzee, che ha scelto l’artista Berlinde de Bruyckere.

Ancora per quanto riguarda la Vecchia Europa meritano sicuramente una sosta prolungata anche gli spazi di Spagna, Olanda e Germania. Da visitare tutti i padiglioni dei Paesi del cosiddetto terzo e quarto mondo: certamente periferici rispetto a quello dell’arte più blasonata ma che riservano delle interessanti sorprese.

Fra gli spazi allestiti in giro per la città, una segnalazione particolare la merita il Padiglione Bosnia Erzegovina: assente da dieci anni dalla manifestazione veneziana, torna con Il Giardino Delle Delizie di Mladen Miljanoviċ (Palazzo Malipiero, 3198 San Marco).

 

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