9 giu. – Verrà presto processato Cristian Alessandrini, l’uomo di 30 anni che ha ucciso la 18enne Lucia Varriale investendola sulle strisce con la sua auto. Alessandrini è risultato positivo alla cocaina ed il pm Antonello Gustapane ha chiesto il giudizio immediato con l’accusa di omicidio volontario nell’ipotesi del dolo eventuale. Secondo il pm l’aver assunto un comportamento così spericolato e contrario alle norme del Codice della strada, comporta che l’accusato abbia messo in conto e accettato il rischio di poter uccidere.
Per Alessandrini la procura ha utilizzato fin dall’inizio la linea dura, confermando la custodia in carcere dal giorno della morte della ragazza fino ad ora. L’ordinanza con cui il gip Mirko Margiocco lo ha lasciato in carcere lo definiva “una mina vagante per la sicurezza della collettività”.
Anche la dinamica dell’incidente, analizzata dal consulente Cosmo Durante, conferma il giudizio sulla gravità del comportamento: Alessandrini viaggiava lungo via Stalingrado a circa 100 chilometri orari e ha cambiato bruscamente corsia per sorpassare due auto che si erano fermate alle strisce per far attraversare la vittima e l’amica che era con lei. Il 30enne, difeso dall’avvocato Guglielmo Tocci, davanti al gip ammise di aver usato cocaina il giorno prima e di aver sbagliato a correre così tanto. Ha aggiunto che si trattava di una strada che non conosceva bene e di non essersi accorto delle ragazze che attraversavano.

