A Crevalcore i comignoli fanno paura

30 mag. – Il centro di Crevalcore è ancora off-limits, circondato dal nastro bianco e rosso della polizia, dentro c’è un silenzio irreale. A fare paura sono soprattutto i comignoli delle case. Molti sono crollati e molti sono ancora in bilico e questo rende le strade ancora un luogo pericoloso. Crevalcore non è uno dei comuni più colpiti dal terremoto, qui per fortuna non c’è stato nessun morto e non ci sono feriti gravi. A 40 chilometri da Bologna, però si respira un’aria irreale. Le persone restano in strada, nei giardini, nei parchi, in qualsiasi luogo che non sia chiuso da quattro mura. In molti hanno montato una tenda nel giardino di casa.

A Crevalcore gli sfollati ufficialmente sono 3mila, però su un comune che conta 13mila abitanti a detta del sindaco Claudio Broglia quelli che hanno dormito nel loro letto non saranno stati più di un migliaio.  Ascolta Broglia broglia-situazione-post

La protezione civile sta dando assistenza a mille persone. Hanno allestito una tendopoli nel centro sportivo Armando Sarti, alle porte del Comune. Lì ci sono 100 posti nel campo da tennis coperto, 300 nella palestra, 250 nelle tende dell’esercito. I bambini giocano oppure disegnano: c’è un punto di ascolto di neuropsichiatria infantile che li aiuta a superare il trauma della casa che trema.

Particolarità di Crevalcore sono le 360 cuccette messe a disposizione da Trenitalia all’interno di alcuni vagoni fermi al binario 1 della stazione.

Quello che si respira a Crevalcore, oltre alla paura, alla preoccupazione che il terremoto ritorni, è la sorpresa. C’è una sorta di risentimento contro la natura che ha fatto credere questo pezzo di pianura una zona tranquilla. Secondo il postino di Crevalcore ora “è crollato un mito”, quello che questa non fosse una zona sismica postino-Carlo

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