A Bologna una via per Giacomo Bulgarelli

Giacomo_Bulgarelli foto wikipedia -  pubblico dominioBologna, 16 feb. – Il Consiglio comunale di Bologna ha approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dal consigliere Bernardini “per intitolare una via, una piazza, una rotonda o un altro luogo pubblico alla memoria del calciatore Giacomo Bulgarelli, morto nel 2009.

Nel 1964 – si legge nell’ordine del giorno – Bulgarelli vince lo scudetto quel Bologna che era allenato da Fulvio Bernardini che – da giocatore negli anni trenta aveva avuto come allenatore all’Inter Árpád Weisz, l’allenatore che poi venne a Bologna vincendo due scudetti e stava vincendo il terzo, ma le leggi razziali lo costrinsero a lasciare la nostra città”.

Nel documento approvato dal Consiglio si cita un passo del libro di Gianni Mura “Non gioco più, me ne vado. “Credo – scrive Mura – che Bulgarelli sia stato uno dei centrocampisti italiani più completi degli ultimi sessant’anni, specializzato in nulla e capace di fare bene tutto (anche il libero). Una volta la fascia di capitano non s’assessegnava in base alla fama, ma alle doti morali, e qui con Bulgarelli c’era poco da scherzare. Sapeva cosa è l’impegno anche fuori campo (non a caso fu tra i fondatori del sindacato calciatori) era intelligente, sensibile, capace di ironia e autoironia. Tra le seconde voci della TV era dei migliori: mai inserito nel coro, mai banale, uno che aveva giocato tanti anni non tollerava che si potesse giocare in A senza saper battere un calcio d’angolo. Dava giudizi anche pepati, per onestà e rispetto della realtà. Era un uomo di classe, di quelli con cui è bello dividere una cena o un viaggio in treno. Era una bandiera, di quelle belle bandiere che sarà sempre più difficile vedere, a Bologna e altrove, sui campi e nel vento”.

Bulgarelli morì il 12 febbraio 2009 ed in occasione dei suoi funerali fu proclamato a Bologna il lutto cittadino, prima volta per uno sportivo. Di fatto la Giunta dovrà fare uno “strappo alla regola” perché le norme prevedono che passino almeno dieci anni tra la morte di una persona (Bulgarelli è scomparso nel 2009) e un’eventuale intitolazione: in passato è già successo, con tanto di successivi rilievi da parte della Prefettura, che comunque non hanno avuto particolari conseguenze visto che le intitolazioni “in deroga”, di fatto, sono rimaste in vigore.

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