A Bologna la cultura “tiene botta”

4 nov. – Nonostante la crisi, a Bologna i consumi culturali non rallentano. Nel primo semestre dell’anno la spesa complessiva è diminuita del 12,3%, passando da 10.291euro a 9.000, ma i biglietti staccati sono aumentati del 18,8%, passando da quasi 514 mila a più di 610 mila. Lo dice la ricerca Stage-up, presentata oggi nel corso di un convegno promosso da Legacoop. Per numero di eventi, Bologna viene superata – com’è naturale in rapporto alla popolazione – da Milano, Roma e Torino. Anche ai fiorentini, però, paragonabili per numero ai bolognesi, si presentano più occasioni culturali.

Sotto le due torri, comunque, la spesa pubblica pro capite per la cultura rimane fra le più alte d’Italia. Nel 2007 il Comune di Bologna ha speso 28 milioni, 75 euro per abitante, il 5% in più rispetto al 2006. «Abbiamo un problema di risorse, che diminuiranno ulteriormente nel 2010», avverte l’assessore comunale alla Promozione culturale Nicoletta Mantovani, che invita a «evitare la frammentazione» dei fondi.
«Sarebbe necessario investire in infrastrutture dedicate», propone Ethel Frassinetti, direttore di Legacoop Bologna, che rilancia l’idea del parco della creatività e ricorda come ogni euro investito in cultura genera per la città sei euro di indotto.
Il problema di reperire risorse per la cultura sarà argomento di confronto fra gli operatori culturali e i rappresentanti istituzionali che si incontreranno dal 5 al 7 novembre nell’ambito di Strati della cultura 3.0, voluto dall’Arci. Accanto agli incontri si svolgerà il festival Collateral, dedicato alle contaminazioni artistiche, di solito chiamate “progetti collaterali”. Il festival sarà già una risposta alla domanda sulle risorse: «Abbiamo avuto un badget limitato – spiega il musicista e scrittore Emidio Clementi, nel ruolo per lui inedito di direttore artistico – ma questo ci ha spinto a essere più creativi». “Collateral”, infatti, è stato sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna con un finanziamento di 20 mila euro per tre anni. «E’ importante sostenere e valorizzare i creativi del nostro territorio», sostiene l’assessore regionale alla Cultura Alberto Ronchi, che suggerisce di partire orgogliosamente da quello che si è costruito in questi anni, per esempio Mambo, la Cineteca, Xing.

Foto di Roberto Serra/Iguana Press

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