29 gen. – All’indomani dello stop che blocca due dei progetti infrastrutturali più importanti per Bologna, la città apre le sue porte all’innovazione della progettazione urbana. L’inferno e il paradiso delle città è il nome della quarta edizione del festival promosso dalla rivista di architettura Abitare e dalla Provincia di Bologna che si svolge in Sala Borsa. Politiche per la casa, progettazione energetica ma anche rapporto tra crisi economica e crisi del mercato immobiliare: questi i temi principali degli incontri della manifestazione che oggi ha accolto Eyal Weizman, urbanista israeliano che studia l’architettura come “arma” di occupazione nei territori palestinesi.
La progettazione low cost sarà il tema dell’incontro di domani sera con Alejandro Aravena, Leone d’argento all’ultima biennale di venezia, che ha ricostruito quartieri popolari cileni con case da 7500 dollari. Sabato sera gran finale con Jeremy Rifkin che parlerà della centralità dell’architettura nella rivoluzione energetica. Questa mattina l’inaugurazione ufficiale, a cui hanno partecipato il sindaco Sergio Cofferati e la presidente della Provincia Beatrice Draghetti, è stata contestata da una dozzina di persone della Rete Bologna Prende Casa, che chiede una città pianificata dal basso e non da “politici, speculatori e palazzinari”.
Il programma completo si trova sul sito www.urbaniafestival.it
Nella foto di Roberto Serra – IguanaPress un momento della contestazione

