A Bologna è arrivata la recessione

Fatturato -1,3%, produzione – 1,9% e ordinativi 2,7%. Questi sono i dati relativi al terzo trimestre 2008 per il settore manifatturiero bolognese. L’unico dato positivo si registra nelle esportazioni, salite di un decimale. «Un lungo elenco di segni meno rispetto al 2007», ha riassunto Bruno Filetti, presidente della Camera di Commercio di Bologna. Una situazione che riporta alla metà del 2005, con la prospettiva, però, di un forte peggioramento nei prossimi mesi, quelli del trimestre in corso, e di un rallentamento per tutto il 2009.

Nell’artigianato manifatturiero la produzione è calata del 4,9%; il fatturato del 3,4%; gli ordinativi del 2%. E poi il dato più incisivo: il settore trainante dell’economia bolognese, quello metalmeccanico, registra una flessione dell’1,4% nella produzione e dello 0,9% nel fatturato, anche se l’export è cresciuto un po’ (+0,2%). In difficoltà anche il tessile, l’edilizia e il commercio al dettaglio. Fra marzo e giugno, solo il settore alimentare era andato meglio, ma ora è già tornato ai livelli del 2007.

La crisi è il «frutto congiunto della debolezza della domanda interna unita alla diminuzione della domanda mondiale», ha spiegato Filetti. Per il presidente della Cciaa, le imprese devono ristrutturarsi «con modelli organizzativi più snelli ed efficienti, investendo in innovazione e ricerca».

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