A Bologna alto rischio esplosione delle periferie

Bologna 1 dic.- A Bologna c’è un alto rischio di esplosione delle periferie. Il dato, apparentemente sorprendente, è contenuto in uno studio pubblicato dalla Fondazione Leone Moressa di Mestre che ha lavorato incrociando tre diversi fattori: la marginalizzazione degli stranieri attraverso la differenza di reddito tra italiani e immigrati e la loro concentrazione in periferia, i livelli di criminalità e la spesa pubbica per l’integrazione. L’indicatore di precarietà sociale di Bologna è pari a 127, più alto di quello di Milano 122 e Genova 119, Roma si piazza al quarto posto con 118 punti. Le città del sud occupano le parti basse della classifica chiusa da Reggio Calabria con 71 punti.

“Non si tratta di una classifica dei reati”, ha spiegato Enrico Di Pasquale, ricercatore della Fondazione Moressa. I dati della spesa pubblica per l’integrazione del comune di Bologna sono stati riacavati dall’Istat e dicono che dal 2003 a oggi questo dato è sceso dal 3,2% al 2,6% nel 2011 mentre nelle altre città oggetto dell’analisi c’è stato un aumento. Su questo Di Pasquale puntualizza “non entriamo nel merito dell’efficienza della spesa perchè non significa che spendere di più significhi spendere meglio”. La forbice tra i redditi degli italiani e quelli degli stranieri è alta a Bologna, Milano e Torino ed è circa di 11mila euro.

Enrico Di Pasquale, ricercatore della Fondazione Moressa

Ciò che viene descritto nel rapporto rappresenta una “possibilità per la Bologna meticcia” scrive il laboratorio del centro sociale Crash che pubblica un lungo ragionamento sul sito Infoaut: ” O quelle percentuali divengono materia di rapporti di forza con le contro-parti, invertendo quindi le tendenza di impoverimento collettivo, e aumentando il nostro peso in termini di contrattazione sociale senza mediazioni con le autorità dell’austerità cittadine, oppure quelle cifre potrebbero aumentare a danno degli sfruttati e delle sfruttate”.

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