28 gen. – A dicembre 2012 si aggirava attorno a 85 mila il numero di persone iscritte ai centri per l’impiego della provincia di Bologna, in crescita rispetto al dato di settembre. Il dato non è ancora definitivo, ma bastano gli 81.500 iscritti a settembre per dire che con la crisi sono raddoppiati. Non tutti sono disoccupati “puri”, perché, finché non entra in vigore la riforma Fornero, può rimanere iscritto chi è assunto per non più di 6 mesi o comunque guadagni entro gli 8 mila euro annui.
Nel bolognese la disoccupazione prima ha colpito i giovani fra i 19 e 29 anni, quelli che più di altri avevano contratti flessibili. Poi si è estesa ai lavoratori più anziani, fino ad arrivare alla fascia anagrafica centrale, lasciando a casa più uomini che donne, segno che si è erosa l’occupazione.
Ai centri per l’impiego del territorio ogni giorno si rivolgono centinaia di persone. Da quando è iniziata la crisi, il servizio ha cercato di “fare fronte” al raddoppio degli utenti, riuscendo anche a offrire nuovi strumenti, spiega Patrizia Paganini, dirigente del Servizio politiche attive del lavoro e formazione della Provincia di Bologna.
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La Provincia punta a rafforzare la rete con le agenzie interinali sul territorio, per offrire più serivizi ai propri iscritti

