5 mar. – L’Assemblea cittadina di donne e lesbiche è incappata nell’ordinanza del prefetto che vieta di manifestare dal sabato pomeriggio alla domenica nelle principali vie e piazze del centro. Anche se si tratta di un evento a ridosso della celebrazione dell’8 marzo, il corteo notturno di sabato non potrà arrivare fino a piazza Nettuno. E così proprio chi ha deciso di prendere la parola per dire che “la violenza sulle donne non è una questione di ordine pubblico” si trova a fare i conti con la direttiva Maroni, che il prefetto Angelo Tranfaglia ha applicato d’intesa col sindaco Sergio Cofferati. Tenendo fermo il concentramento a piazza dell’Unità alle ore 20, l’Assemblea ha deciso un percorso alternativo, che porterà le donne fino a piazza Verdi, passando fuori dalla “zona rossa” in vigore a Bologna fino al 30 settembre, data di scadenza della “sperimentazione” decisa dal prefetto.
Le donne hanno chiesto di conoscere per iscritto le ragioni del divieto al percorso originario comunicato alla Questura. Non vogliono, però, che l’attenzione si sposti tutta su questo argomento, perché le occasioni di prendere la parola sulla violenza maschile sono troppo rare. Sabato contesteranno i provvedimenti del governo, presi sull’onda emotiva di alcuni stupri avvenuti per strada, e sottolineano che il decreto non legifera sulle violenze contro le donne che avvengono in famiglia. Durante il corteo notturno distribuiranno informazioni e dati sulla violenza contro donne e lesbiche relativi al 2008.
Durante la conferenza stampa che hanno convocato questa mattina nel cortile del Comune, sono state prima invitate a cambiare luogo dal responsabile della Polizia municipale di Palazzo D’Accursio Loreno Cremonini, che ha suggerito loro di andare a protestare in Prefettura. Quando le donne hanno spiegato che non stavano protestando ma comunicando coi giornalisti, Cremonini ha detto: “Le regole sono uguali per tutti, non possiamo tollerare questo uso di uno spazio tutelato dalla Soprintendenza”, indicando lo striscione che le donne avevano temporaneamente annodato alle grate delle finestre. Loro lo hanno subito tolto, ma i giornalisti hanno chiesto all’ispettore capo a quale norma si riferisse: “Non c’è nessuna norma”, ha ammesso Cremonini.
(Picture by Benedetta Aledda)

