18 giu. – C’erano proprio tutti, sotto il sole cocente, i lavoratori dell’Arcotronics che rischiano il posto di lavoro, alla manifestazione indetta dai sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl, a Sasso Marconi. Insieme a loro, i sindaci di Sasso Marconi, Vergato, Marzabotto, Loiano, Monzuno, Monghidoro e Castel di Casio, oltre a rappresentanti della Provincia e della Regione e delegati delle aziende dei paesi vicini. L’Arcotronics, leader mondiale nella produzione di condensatori, nel bolognese ha tre stabilimenti: a Monghidoro, Vergato e Sasso Marconi. La multinazionale americana Kemet ha annunciato 340 licenziamenti. Lavoratori e sindacati non ci stanno: hanno chiesto un tavolo istituzionale con la Regione, garante dell’accordo, per esaminare il piano industriale e per capire le prospettive del gruppo. “Sentiamo puzza di bruciato”- ha detto il segretario della Fiom Bruno Papignani- “ci sono voci sull’ingresso di fondi, come quello Platinum, e sullo stabilimento di Monghidoro che, assieme a quello di Sasso, non vorremmo fosse interessato da qualche taglio”. La risposta di viale Aldo Moro non si è fatta attendere: “Regione ed Enti locali, dopo l’accordo sottoscritto, hanno seguito costantemente il percorso per la realizzazione del nuovo stabilimento, poiché rappresenta il primo risultato conquistato dall’accordo” ha scritto ai sindacati l’assessore alle attività produttive Duccio Campagnoli – che ha promesso: “La Regione, se si rendesse necessario, convocherà nuovamente tutte le parti interessate”. I sindacati annunciano che non si fermeranno: “Questa è la prima di una serie di manifestazioni che coinvolgeranno tutti i lavoratori del gruppo e la cittadinanza” – ha detto il segretario della Fim Marino Mazzini.
