20 nov. -Vittorio Mancini tornerà a Napoli. Le telecamere comunali non hanno aiutato a individuare il responsabile della rapina di cui è stato vittima. Proprio in questi giorni ha venduto la tabaccheria, teatro dell’aggressione. Era accaduto a maggio, durante la rapina era stato picchiato così violentemente con un tirapugni da finire in coma. Poi le operazioni per salvarsi la vita, le trasfusioni di sangue, il ritorno nella sua tabaccheria di via Zamboni 62 e, alla fine, la paura di essere aggredito ancora che l’ha portato a mettere in vendita il suo esercizio commerciale.
Mancini, 37 anni, napoletano e con una grandissima passione per la musica, è deluso e frustrato. Arrivato a Bologna nel 2009 “sperando in una vita migliore”, è ora in procinto di lasciare definitivamente le due torri e tornare nella sua città natale, Napoli. “Dopo aver investito 300mila euro sperando di riuscire a vivere bene qui, me ne ritorno da dove sono venuto”, ha spiegato sconsolato.
Nonostante l’aggressione sia avvenuta in pieno giorno, e quindi in condizioni di visibilità ottimali, le telecamere di via Zamboni, una a destra e una a sinistra della tabaccheria di Vittorio, non hanno funzionato. “Sono andato dalla Polizia a visionare i filmati per cercare di identificare l’aggressore ma le immagini erano sbiadite, sfocate, non si vedeva nulla“. Per questo, passati i 6 mesi regolamentari, il suo caso è stato archiviato.
Nei giorni scorsi ha firmato l’atto di cessione della tabaccheria e della sua licenza commerciale e, “pur di vendere in fretta e andarmene”, ha venduto il suo esercizio sottocosto perdendoci quasi 30mila euro.
Dopo l’aggressione dei tecnici sono andati in Via Zamboni a sistemare le telecamere.

