Scuole superiori. “Riforma inapplicabile”

10 mar. – Le iscrizioni alle scuole superiori scadono il 26 marzo, ma la riforma ministeriale che riorganizza l’offerta formativa non è stata ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale. Questo rende impossibile alle scuole garantire che le scelte fatte dai genitori per i propri figli potranno diventare realtà a settembre. La denuncia viene dal Coordinamento dei precari della scuola di Bologna insieme a quello delle scuole superiori di Bologna e provincia. In una lettera aperta alla cittadinanza spiegano che la riforma non è legge dello Stato, perché i regolamenti che dovrebbero attuarla non sono stati ancora promulgati. “Il ministero dell’Istruzione invita le famiglie a fare iscrizioni a indirizzi di studio che NON esistono, di cui nessuno conosce che cosa dovrà essere insegnato, perché mancano i “Programmi” annuali e gli obiettivi specifici di apprendimento”, si legge nella lettera. finora le scuole o hanno presentato ai genitori il vecchio piano dell’offerta formativa o uno provvisorio – senza sapere se saranno in grado di rispettarli – o hanno deciso, per il momento, di non applicare la riforma, come ha fatto il collegio dei docenti dell’Isi di Castiglion de’ Pepoli e quello del Keynes di Bologna.

Alcuni insegnanti del Coordinamento spiegano come si sta comportando il proprio istituto:

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Uno di loro, che preferisce rimanere anonimo, spiega che la riforma prevede anche l’introduzione nelle scuole della figura degli esperti esterni, fino al 40% del corpo docente. Nel suo istituto la novità è già arrivata in via sperimentale:

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Nella lettera aperta, il mondo della scuola bolognese torna a chiedere agli enti locali di impugnare la riforma, visto che sono le Province e le Regioni a dover varare e deliberare i piani di offerta formativa.

Secondo i precari, la riforma taglierà in provincia di Bologna circa 150 docenti, soprattutto delle materie scientifiche. Venerdì 12 marzo, a Roma, saranno loro ad aprire il corteo promosso dai Cobas nel giorno di sciopero generale della scuola in difesa della “scuola pubblica di qualità”.

Picture in thumbnail by Roberto Serra/Iguana Press

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