6 lug. – Ci sono anche 4 universitari dell’Alma Mater fra i 21 arrestati per gli scontri fra la polizia e gli studenti che hanno contestato il G8 dell’università nel maggio scorso. 12 studenti sono stati raggiunti dalle misure cautelari a Torino, dove si era svolto il vertice; gli altri a Padova e Napoli. Sono accusati di violenza, resistenza, lesioni e danneggiamento. L’“Operazione rewind” è scaturita dalle indagini della Digos torinese, che ha usato le immagini filmate degli scontri del 19 maggio, quando un corteo di universitari cercava di avvicinarsi all’edificio in cui si svolgeva il vertice internazionale.
A Bologna le perquisizioni nelle abitazioni degli arrestati – attivisti dei collettivi Crash e Copyriot Lab – hanno portato al sequestro di capi di abbigliamento. I 4 indagati, di età compresa fra i 22 e i 28 anni, sono stati portati prima in Questura, poi nel carcere della Dozza. In tarda mattinata, una settantina di universitari dell’Onda ha fatto una conferenza stampa in via Zamboni 33, per spostarsi poi, poco prima delle 13 in Rettorato, occupato per protesta finché gli universitari hanno deciso di spostarsi in corteo verso le Due torri. Qui hanno bloccato il traffico per una ventina di minuti, fino alle 14 circa. Poi si sono diretti verso via Zamboni. Chiedono la liberazione dei 4 arrestati e una presa di posizione delle istituzioni a loro favore.
Agli studenti arrestati e a tutto il movimento studentesco è arrivata la solidarietà di Bologna Città Libera e Terre Libere che in una nota scrivono: «Saremo assieme alle studentesse e agli studenti durante le proteste contro gli arresti e continueremo a batterci insieme a loro affinché il diritto allo studio non venga ulteriormente compromesso».
Fotogallery by Noemi Bisio

